Il glamour malinconico tra modelli vintage e ricerca di libertà
Lana Del Rey, nata come Elizabeth Woolridge Grant il 21 giugno 1985 sotto il segno del Cancro, ha conquistato il panorama musicale con la sua voce avvolgente e il suo stile glamour e retrò. Lana ha guadagnato la fama con il suo album “Born to Die” uscito nel 2012. La sua poetica musicale è caratterizzata da una melodia malinconica e da testi che esplorano temi come l’amore, le relazioni, la nostalgia e il glamour decadente.
Lana ha dimostrato inoltre di saper costruire un’identità visiva molto forte che ha contribuito a creare intorno al suo personaggio un’atmosfera unica e suggestiva. Con la lettura astrologica dello stile di Lana si finisce per toccare anche molti altri temi che riguardano sia la sfera pubblica che privata della star, ma che raccontano anche diverse sfumature della nostra società.
Moda e Astrologia sono come sempre un mezzo potente di indagine e riflessione sia nel piccolo che nel grande.
Analizzando alcuni aspetti del tema natale di Lana e l’evoluzione della sua immagine, sarà inevitabile ripensare anche alla nostra percezione del femminile, al ruolo della donna e alla sua reificazione, alla parità ma anche alle relazioni difficili e abusive e al capillare narcisismo che investe la nostra contemporaneità, tutti ancoraggi di un passato difficile da sradicare.
Agli esordi Lana si è distinta apparendo sempre elegante, raffinata, esibendo un’immagine dalla forte vibe patinata con evidenti rimandi alla sofisticazione degli anni ’50 e ’60, un’epoca storica appena antecedente e subito a cavallo della lotta per l’emancipazione femminile. Il tutto immerso in atmosfere e simboli tipici del sogno americano: le strade larghe, le palme, le spiagge, le insegne luminose, i motel, la Pepsi Cola, le macchine vintage, il coraggio, la voglia di avventura, la giovinezza, la bellezza, il rincorrere i propri sogni.
Elementi come occhiali cateye, unghie lunghe e laccate di rosso, rossetto dello stesso colore, un trucco pesante che sottolinea lo sguardo con eyliner nero e folte ciglia finta si ritrovano di frequente nelle sue scelte di look.
Una delle sue fonti di ispirazione stilistica è la grande Marylin Monroe: bellissima, sensuale ma estremamente problematica, sfortunata in amore, oggetto delle fantasie erotiche maschili, baciata dal successo ma al contempo fragile e complicata.
Non è raro infatti identificare i riferimenti a Marylin quando agli eventi e sul palco la cantante indossa fascianti abiti drappeggiati dorati o argentati dagli spacchi e scolli vertiginosi, avvolta in mantelle di pelliccia e adornata di gioielli retrò e luccicanti.
Troviamo citazioni anche nei costumi da bagno come quello del video di Blue Jeans, girato nella classica casa di lusso californiana e i riferimenti continui alla bandiera a stelle e strisce che ci ricordano così bene quel famoso “Happy Birthday Mr. President”, reinterpretato nel video di “National Anathem”, in cui l’innocenza della perenne adolescente in cerca di un lieto fine viene distrutta dalla cruda realtà.
La stessa fragilità cancerina, mixata però con la tradizionale Venere in Toro, da vita ai suoi look più seri e rigorosi: i mini abiti ad A, le fasce e gli accessori brillanti che acconciano i folti e lunghi capelli cotonati, le collane di perle, le gonne a corolla, le fantasie a fiori, le camicette dai colletti inamidati.
In questo caso il rimando è all’estetica della casalinga americana, altra figura femminile di quegli anni: la moglie annoiata dell’uomo in carriera, lasciata sola a gestire la casa e i figli, la moglie trofeo, sempre perfetta, truccata e acconciata in modo immacolato che viene tenuta a bada con regali costosi e abiti bellissimi da indossare alle cene di lavoro del marito. Un po’ la classica Betty Cooper di Mad Man, che ha rinunciato al suo lavoro e alla sua identità per status e sicurezza economica ritrovandosi persa in un ruolo stereotipato che la porta alla nevrosi.
Sono rintracciabili anche degli elementi da Lolita come gli occhiali a forma di cuore e una certa seducente ingenuità: un’altra fonte di ispirazione per l’estetica di Lana è la Priscilla Presley del periodo vissuto a Graceland con il marito Elvis.
Le somiglianze tra lei e Lana sono quasi incredibili: trucco, acconciatura, abiti.
Alla fine degli Anni Sessanta, dopo il matrimonio con Elvis, conosciuto alla tenera età di 14 anni, Priscilla era considerata una vera icona dallo stile mod, sofisticata e capace di mixare l’innocenza di un volto angelico con il magnetismo e la sensualità del rock n’roll. L’immacolata immagine della loro relazione e soprattutto della figura di Priscilla vennero però spazzate via nel momento in cui i due divorziarono, dopo gli anni di tradimenti ed eccessi di lui. Plasmata sui gusti di Elvis, aveva costruito la sua identità ad immagine e somiglianza del marito, era a conti fatti una bella statuina dagli abitini succinti, che Elvis avrebbe voluto sempre un po’ bambina. Dopo la gravidanza e la morte del marito Priscilla si è scoperta però una donna matura e consapevole ed è diventata un’attrice e un’imprenditrice di successo.
Soprattutto nella seconda parte della sua carriera, e in particolare negli ultimi anni ha dato infatti spazio all’utilizzo di elementi della cultura hippy anni ’70 che hanno ammorbidito il suo look e che ci parlano di una femminilità meno convenzionale, di amore collegato questa volta alla ricerca di libertà, di indipendenza femminile e di uguaglianza fra i sessi.
Venere in Toro fa quadrato sia con Luna che con Giove creando una una sorta di lotta interiore tra l’esigenza di essere vista e amata e la spinta forte all’indipendenza e all’esplorazione di territori nuovi e sconosciuti. Lana è laureata in Filosofia con una specializzazione in Metafisica: la sua asse Terza Casa/Nona Casa è forte e l’aiuta ad ampliare una visione altrimenti estremamente rigida data dalla croce a T in segni fissi. Anche Urano contatta Luna e Giove con degli aspetti positivi che spingono ulteriormente allo scardinare il vecchio per fare posto al nuovo.
Lana nell’ultima intervista su Rolling Stone dice infatti:”«Ognuno trova se stesso a modo suo. Alcuni si trovano grazie al lavoro, altri ai viaggi. Io imparo me stessa stando con le persone, e quindi sono monogama e stare con qualcuno diventa per me importante»”
C’è da dire che agli inizi della sua carriera è stata pesantemente criticata per il tipo di messaggio che sembrava veicolare con la sua immagine e con i testi delle sue canzoni: è stata più volte criticata e accusata di romanticizzare un tipo di relazione tossica e sbagliata perchè la donna di cui canta appare subordinata e sottomessa al partner maschile a cui è legata da una palese relazione di dipendenza affettiva, è in balia di sé stessa, instabile psicologicamente. In molti dei suoi testi si fa riferimento a relazioni abusanti: “He hurt me and it felt like true love”, Mi ha ferito e sembrava vero amore, canta in Ultraviolence.
Sempre in questo recente intervista su Rolling Stone Lana fa capire di essere una ragazza, come molte altre, cresciuta con l’idea che l’Amore sia l’unica cosa capace di rendere felice una donna, che avrebbe trovato la sua realizzazione nel matrimonio, che la figura maschile l’avrebbe “salvata” da una vita altrimenti piatta, regalandole tutto ciò di cui aveva bisogno. Di questo parla nelle sue canzoni: della sua esperienza e delle sue relazioni.
“O hai vissuto dinamiche familiari e relazioni interpersonali conflittuali o non l’hai fatto. E se non le hai vissute, finisci per usare parole come quelle ho sentito, tipo “finge d’essere fragile” o “glorifica la sottomissione”. E se si trattasse anche di cercare di vedere la luce alla fine del tunnel?” domanda provocatoriamente all’intervistatore.
Portare allo scoperto certe esperienze non significa automaticamente promuoverle ma aiuta a creare senso critico. I personaggi pubblici sono spesso una tela su cui proiettare una condizione e delle situazioni molto comuni nella nostra società.
Non a caso agli inizi della sua carriera Lana era stata tacciata oltre che di essere una frode, un personaggio costruito a tavolino per piacere alle masse, anche di essere stata aiutata economicamente dal padre e che solo grazie a lui avesse potuto arrivare al successo. Condiscendenza, modularsi sulle aspettative altrui e soprattutto incapacità di essere artefice del proprio destino senza l’aiuto di un uomo: nella vita come nel personaggio.
E’ chiaro ora come Lana, mantenendo per tutti questi anni una sua forte e netta capacità produttiva e una consistente coerenza stilistica abbia smentito anche con i fatti queste accuse che dimostrano però ancora una volta cosa si nasconde dietro al giudizio delle persone e quali zone d’ombra della società chiedono ancora di essere guardate.
Il suo ascendente Scorpione le regala il talento innato di risorgere dalle sue ceneri, di essere capace di cambiare, crescere, evolvere, attraverso fasi di dolore intenso ma dalla funzione alchemica.
Nel suo look rimane sempre intrinseco quel magnetismo tipico dello Scorpione e la Venere in Toro dalla sua accezione legata allo stereotipo di donna tradizionale passa a raccontare una femminilità più radicata, più a contatto con il proprio corpo e i propri talenti, più in armonia.
Iniziano a fare dunque capolino abiti lunghi con scolli a V, maniche svasate, pizzi, frange, coroncine di fiori nei capelli, cinturoni in pelle dalle fibbie importanti, stivali camperos, camicie a quadri.
Anche l’immagine del tipo di uomo di cui parla si modifica: dall’imprenditore (spesso che fa fortuna con traffici loschi) che la lascia a casa sola e la vive come un bel soprammobile, al biker muscoloso che la protegge e la porta alla scoperta del deserto sulla sua motocicletta. Il suo stile, da inamidato e impeccabile, diventa selvaggio, fatto di jeans strappati, chiodo, texani, top e t-shirt rock.
Nel suo ultimo album Did you know that there’s a tunnel under Ocean Blvd, definito meditativo e estremamente intimo canta: ”I ain’t no candle in the wind”, non sono una banderuola al vento.
La sua narrativa sfumata, malinconica e color seppia, la necessità di raccontarsi, mostrare i propri lati più oscuri e le forti e contrastanti emozioni senza riserve, restano anche oggi le caratteristiche che la contraddistinguono e anche quelle che amiamo di più.
Tra stelle e note, nel cielo astrologico e nella melodia delle sue canzoni, Lana continua a evolversi, risuonando nelle anime di chi l’ascolta e raccontando la ricerca della propria identità.