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La relazione di coppia come specchio dell’inconscio familiare e collettivo: riflessioni sul processo Depp-Heard

Il processo Depp-Heard, che ha dato accesso ad una visione senza filtri della vita privata di questi due importanti personaggi pubblici, per quanto sia sembrato uno spettacolo di dubbio gusto, mostra chiaramente come la relazione di coppia sia uno specchio di grandi temi appartenenti all’inconscio collettivo. Il processo ha avuto quindi anche una funziona positiva, fecendo emergere le forti immagini che definiscono i concetti di maschile e femminile nella nostra società.

I personaggi pubblici riflettono delle parti di noi, sia come singoli che come società: ci immedesimiamo in loro e siamo molto curiosi di conoscere la loro vita privata, successi e fallimenti.

Depp ha espresso con la sua decisione di fare causa all’ex moglie, non soltanto una forte necessità personale, ma anche e soprattutto una necessità collettiva di cambio del cosiddetto vecchio paradigma, basato su un sistema ancora in larga parte patriarcale in cui l’azione vince sull’intuizione, la produttività vince sull’ascolto, il potere e la forza vincono sull’empatia.

LA FERITA NELLA RELAZIONE DI COPPIA DEPP-HEARD

La spettacolarizzazione del processo, che è stata seguita in tutti i dettagli da milioni di persone, ha permesso anche ai meno avvezzi a psicologia, di capire quanto la scelta di Depp di avere una relazione con la Heard fosse conseguenza di un suo delicato vissuto familiare: la madre ha per anni usato violenza verbali, psicologiche e fisiche su di lui e sui suoi fratelli mentre il padre totalmente assente emotivamente, assisteva impassibile. 

Il modello maschile di Depp rimaneva in assoluto silenzio a guardare la violenza inflitta senza mai esprimere dissenso, r

abbia o cercare di difendere sé stesso o la propria prole. Tutt’al più prendeva a pugni i muri rompendosi le mani o picchiava i bambini se davano motivi alla madre di arrabbiarsi.

Un mix letale di accondiscendenza, aggressività repressa, negazione davanti al confronto, immobilità e mancato esercizio del proprio potere personale.

Depp ha dato un esempio di ciò che tutti noi dovremmo fare: ha curato, affrontandola, la ferita della sua famiglia. Ha cambiato la credenza limitante -impressa nel suo DNA- che vedeva un femminile narcisista e violento spadroneggiare su un maschile totalmente passivo.

Depp ha agito per cambiare il proprio karma familiare. Guarire il proprio karma significa agire diversamente, cambiare l’atteggiamento abituale, contattare la propria parte autentica e riuscire a vedere oltre le proprie paure.

ANDARE OLTRE LE PROPRE CONVINZIONI INCONSCE

Immaginiamo quanto debba essere stato difficile per lui ribellarsi alle convinzioni inconsce: questi schemi di pensiero sono quelli che regolano la vita di tutti noi guidandoci verso azioni ed esperienze del tutto inconsapevoli, come burattini.

Depp è riuscito fare esattamente l’opposto di quello che era il suo imprinting e per di più sotto gli occhi del mondo intero. E’ evidente che per compiere una simile impresa abbia davvero sentito di non avere più nulla da perdere, nemmeno la dignità: la vita ci spinge a un limite alle volte insostenibile per darci la possibilità di guardare oltre i nostri limiti, ci spinge verso tutto quello da cui vorremmo scappare e continua a farlo finché non decidiamo di coglierne l’occasione di crescita, di vedere la via d’uscita.

Depp ci mostra che dire la verità cambia le cose e che il mondo ti sostiene, quando una decisione la prendi con il cuore. Ci mostra che salvando te stesso dai un prezioso esempio e salvi anche chi ti sta intorno che inevitabilmente soffre con te, oltre che per te: tutti i tuoi familiari, figli e amici, oltre a colleghi di lavoro e dipendenti.

Con tutto questo ovviamente non voglio dire che Depp sia uno stinco di santo, è evidente che abbia assunto comportamenti distruttivi, sicuramente inopportuni, sicuramente carichi di frustrazione. E’ evidente che abbia contribuito a creare delle situazioni al limite, che sia stato offensivo, che abbia reso la vita difficile a chi gli stava vicino. 

DIMOSTRARE IL PROPRIO VALORE

Quanto sarebbe stato più semplice rimanere nel conosciuto e nella propria zona di confort -in realtà un inferno che viene considerato normalità-, stare zitto come suo padre, non contemplando l’idea di poter essere veramente ascoltato e di avere il diritto di liberarsi di questa situazione tossica, continuando ad agire allo stesso modo?

Attenzione però: il focus non è quello di ribellarsi con vendetta e rabbia contro chi ci ha fatto del male, oppure di mostrarci vittime alla ricerca di compassione, ma è quello di essere fedeli a noi stessi e di essere noi per primi a mostrare che cosa significa metterci al primo posto, perché la realtà è che finché non siamo noi per primi a farlo, nessuno lo farà.

La realtà è una manifestazione di ciò in cui crediamo: l’obiettivo è comprendere e dimostrare il nostro valore, ma non con la stessa moneta dei nostri aguzzini, facciamolo con la consapevolezza, con l’integrità, facciamolo prima di tutto legittimando noi stessi, il nostro dolore, accettiamo il fatto che la responsabilità di essere felici e di cambiare le cose è sempre e soltanto nostra.

Tutto questo poi va comunicato con le parole, la legge, con tutto quello che ci richiede la situazione: facciamo valere il nostro potere personale con coraggio senza vergognarci di chi siamo, di come abbiamo reagito, della nostra debolezza e delle orribili esperienze subite.

Non stupiamoci del fatto che Depp si rifugiasse in un mondo tutto suo, fatto di musica e stupefacenti, per letteralmente non sentire più nulla. Sentire fa male ma è nel sentire che noi esistiamo e splendiamo in tutta la nostra unicità.

ACCETTA TE STESSO E CAMBIERAI IL MONDO

La gran parte dell’umanità crede ancora ciecamente che siamo nelle mani dei “poteri forti”, che a noi stia solo lamentarci e attendere immobili e inermi che qualcun altro prenda le decisioni al posto nostro, spostando così tutta la responsabilità all’esterno.

Depp ci ha mostrato come le cose si possano cambiare grazie ad azioni concrete e personali: se io guarisco una ferita del mio inconscio, lavoro anche per diretta conseguenza sugli archetipi dell’inconscio collettivo, e salvando me, faccio anche un piccolo grande passo per aiutare tutto il collettivo, agendo per promuovere il cambiamento delle immagini perturbate che provocano tanta disparità e dolore nel mondo. Nel suo caso vista la risonanza pubblica questo movimento risulta plateale, ma rispecchia esattamente ciò che accade anche a livello più sottile ovvero un cambio che influenza energicamente non solo chi si trova vicino alla situazione e la assiste concretamente, ma anche a livello di risonanza globale.

Qui parliamo non solamente dei problemi di una famiglia, ma di credenze limitanti ampiamente diffuse.

FEMMINILE E MASCHILE

Non è un caso che nella storia di Depp sia il femminile ad essere violenza e azione: questi sono gli effetti della cieca condanna del maschile, operata come contromisura al sistema patriarcale, combattuto dal femminismo con la sua stessa moneta.

Senza la comprensione che dentro di noi, in tutti noi, coesistono sia una parte maschile che una femminile è impossibile comprendere che il vero patriarcato si esaurirà solamente quando le due parti saranno in equilibrio e integrate all’interno della psiche di ogni essere umano su questo pianeta, o quanto meno di una gran parte.

Non è un caso che il mostro sia diventato un femminile che, per cercare di farsi spazio in un mondo maschile ha enfatizzato in sé tutte le qualità legate a potere, ambizione, desiderio di produrre e di controllare tentando di sopprimere emozioni, vulnerabilità, cura ed empatia e cioè tutte le sue proprie e autentiche qualità, che però se sono le uniche ad essere riconosciute, schiacciano e soffocano.

E’ vero che ci sono anche movimenti che promuovono tolleranza, accettazione e rispetto e che sempre più persone iniziano a essere consapevoli, ma penso onestamente siano ancora una limitata minoranza.

Il gesto di Depp è un tentativo di equilibrio: finalmente viene svelata la vulnerabilità, il bisognoso di aiuto e ascolto. Depp ha espresso totalmente la sua parte femminile, quella sana, allineata, mostrando che anche un uomo di potere, un uomo con famiglia e figli, il sex symbol per eccellenza può essere vulnerabile, può avere bisogno di sostegno. Questo gesto ha tirato fuori quelle qualità femminili così socialmente represse in un colpo solo.

Depp non ha solamente salvato se stesso ma ha mostrato la forza di un uomo che esprime la sua verità, poco conta che questa verità abbia mostrato delle qualità per niente apprezzate, per niente associate a chi ha successo nella vita.

Tutte queste qualità sono le qualità di un femminile rinnegato, che finalmente ha fatto capolino, attraverso le parole di un uomo e non di una donna vittima di violenza: purtroppo la donna vittima e il maschile crudele fanno parte di quel vecchio schema che fa incattivire le donne e le fa accusare e puntare il dito contro il maschile violento. Giustissimo in teoria, ma nella pratica questo accade anche perché l’uomo non ha una rete di sicurezza, l’uomo non sente di poter chiedere aiuto, l’uomo ancora reprime i suoi sentimenti ed emozioni che poi sfociano in atti di violenza. E non è solo l’uomo a farlo, come è evidente dall’atteggiamento di Heard, una donna per niente in contatto con la sua profonda ricettività femminile ma orientata ad un freddo esercizio di potere.

Impariamo ad accogliere ad accogliere il maschile, ad ascoltarlo prima di tutto dentro di noi, che siamo uomini o donne, il maschile diventa più forte quando viene bilanciato dalle qualità del femminile che gli permettono di ritrovarsi e ritrovare la propria vera forza interiore.

USCIRE DAL RUOLO IMPOSTO E’ UN’OCCASIONE DI LIBERTA’

Depp ora ha affermato se stesso e vive il suo sogno, quello in cui probabilmente non aveva mai davvero creduto: fare il musicista. Ecco quindi che questa voglia di annegare la sua sensibilità si è trasformata in vera armonia. Non dimentichiamo che la musica è legata a qualità principalmente femminili (a differenza del mestiere di attore, legato al maschile e, come dice il termine stesso, all’azione).

Quindi ben venga la spettacolarizzazione: ascoltiamo quello che accade all’interno di una coppia, non nascondiamo “gli orrori” ma guardiamoli in faccia, perché i loro sono anche i nostri.

E che ne sarà del narcisista? Che ne sarà della “iena” Heard?

La Heard  ha avuto un ruolo ben preciso in questa storia: è la materializzazione del mondo interiore di Depp ma anche delle paure di una società intera. Questa storia è per lei una grandissima chiamata al risveglio. Questa storia insegna che con i giochi di potere e la freddezza emotiva non si vince. Il narcisista è una conseguenza naturale, un’estremizzazione delle immagini-pensiero della nostra collettività ossessionata dalle qualità maschili. Amber va ringraziata per aver messo in luce tutto questo, ha avuto il suo ruolo e ha dato la possibilità a Depp di cambiare la sua storia e di dare un contributo alla nostra. Adesso il suo futuro è nelle sue mani.  E’ tutta, come sempre, una questione di libero arbitrio.